Fonte: portovirando.it del 15/09/2025

«Non che l’estate sia stata priva di problematiche idrogeologiche per il territorio padovano – afferma Fabio Bui dei Popolari del Veneto – ma ci avviciniamo alla stagione autunnale senza che nel Camposampierese sia stato chiarito un punto fondamentale: quel vincolo di beni archeologici che impedisce la costruzione della grande vasca di laminazione sul Muson dei Sassi a Nord di Castelfranco Veneto è stato superato oppure no?
L’impressione è che, come troppo spesso accade, si stia attendendo la prossima alluvione per riempirsi la bocca di promesse e accuse reciproche, quando invece oggi servirebbe chiarezza, coraggio e responsabilità. È inaccettabile che un presunto relitto archeologico di epoca romanica, sepolto da secoli sotto metri di terra, pesi più delle case dei cittadini, delle scuole, delle aree industriali e dei posti di lavoro. È scandaloso che si continui a paralizzare un’opera da 1 milione di metri cubi di acqua, che rappresenterebbe una difesa fondamentale contro le piene del Muson dei Sassi, per un vincolo che suona più come alibi burocratico che come reale ostacolo.
Il Camposampierese e la Castellana hanno già subito danni per milioni di euro al patrimonio pubblico e privato. Ora basta. I silenzi della Regione e dei suoi rappresentanti locali non fanno altro che aumentare la rabbia dei cittadini, che non possono essere lasciati in balia dell’acqua ogni volta che il cielo decide di mettere alla prova un territorio fragile. I Popolari del Veneto chiedono con forza che venga messa al primo posto la sicurezza dei cittadini, senza se e senza ma. La Regione smetta di nascondersi dietro vincoli e carte bollate, e faccia ciò che è suo dovere: difendere le comunità, non il proprio immobilismo. Perché quando arriveranno i disastri – conclude Bui – vedremo tutti correre davanti alle telecamere a dire cosa si sarebbe dovuto fare. Ma il tempo delle scuse è finito: servono scelte concrete, adesso.»

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