fonte: https://www.irog.it/?p=33681 (iROGPRESS DEL 01/08/2026)
«La centralità di Padova non è un regalo del destino e non è una rendita che possiamo dare per acquisita. È il risultato delle scelte strategiche compiute da più generazioni e degli investimenti realizzati nel tempo. Ma proprio per questo può essere difesa oppure, se continueremo a non decidere, progressivamente perduta».
È questo l’allarme lanciato da Giuseppe Calore, esponente dei Popolari per il Veneto, che interviene sul futuro infrastrutturale ed economico di Padova e del Veneto chiedendo un cambio di passo alla politica locale e regionale.
Secondo Calore, Padova conserva una posizione strategica unica nel sistema regionale: è al centro dei principali collegamenti autostradali e ferroviari, può contare sull’Interporto, sulla Zona Industriale, sull’Università, sulla Sanità e su un sistema turistico e culturale che negli ultimi anni ha saputo ritagliarsi uno spazio importante tra Venezia e Verona.
«Ma una posizione geografica favorevole non basta – sottolinea Calore –. La centralità va continuamente alimentata con infrastrutture, investimenti, relazioni istituzionali e capacità politica. E oggi dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che siamo in forte ritardo».
«Vent’anni di sonno politico hanno lasciato il Veneto senza una strategia»
Il giudizio sulla classe dirigente è particolarmente severo. «Siamo in forte ritardo sui grandi progetti infrastrutturali. La classe politica locale, soprattutto quella regionale, ci ha dormito sopra per due decenni. Oggi ci stiamo svegliando amaramente e scopriamo che molte opere indispensabili per il futuro del Veneto sono ancora incomplete, rinviate o prive di una programmazione adeguata».
Per Calore la domanda politica è inevitabile: «Perché la maggioranza regionale e la Lega, in particolare, non hanno utilizzato il peso politico che hanno avuto in questi anni per portare al Veneto le opere indispensabili al suo futuro? È una domanda alla quale qualcuno prima o poi dovrà rispondere».
L’esponente dei Popolari per il Veneto richiama in particolare la necessità di accelerare sul completamento dell’Alta Velocità, sulla modernizzazione della rete autostradale e sulla programmazione dei collegamenti strategici con il Nord Europa.
«Non possiamo aspettare il 2032 o il 2035»
Tra le priorità indicate figurano il potenziamento dell’Interporto di Padova, il completamento dei collegamenti ferroviari, l’accelerazione dell’Alta Velocità e una nuova strategia per la rete autostradale.
«Non possiamo permetterci di aspettare il 2032, il 2035 o ulteriori rinvii. Nel frattempo Padova rischia di diventare un territorio di serie B rispetto alle aree che stanno investendo oggi sulle infrastrutture».
Calore indica inoltre alcune opere considerate decisive per la competitività del territorio: il raddoppio della Statale del Santo, il completamento del grande raccordo anulare a nord, la Monselice-Legnago, la prosecuzione della Valdastico verso nord e un nuovo collegamento a sud della città lungo l’asse Padova-Venezia.
«Non si tratta di un elenco di opere fini a sé stesse – precisa – ma degli elementi di una strategia complessiva. Se vogliamo mantenere Padova dentro i grandi flussi economici e logistici europei, dobbiamo essere capaci di programmare oggi ciò che servirà domani».
«Padova deve tornare a parlare con Regione, Ferrovie, autostrade e sistema economico»
Per Calore il problema non è soltanto finanziario, ma soprattutto politico e strategico.
«Padova da sola non dispone delle risorse necessarie per realizzare una trasformazione infrastrutturale di questa portata. Per questo dobbiamo tornare a dialogare con Regione, Ferrovie, concessionari autostradali, Interporti e grandi soggetti economici. Dobbiamo costruire alleanze e portare Padova nei tavoli dove vengono decisi gli investimenti».
Un ruolo centrale viene attribuito alla Regione Veneto. «La Regione deve essere considerata il principale interlocutore della nostra “politica estera”. Padova deve partecipare alle scelte regionali sulla mobilità e deve avere la capacità di orientarle anche verso le esigenze del proprio territorio».
«Serve una nuova classe politica, competente e capace di battersi per Padova»
La conclusione di Calore riguarda direttamente la qualità della rappresentanza politica.
«Abbiamo bisogno di una nuova classe politica locale competente, preparata e determinata, capace di andare oltre gli steccati e di battersi concretamente per gli interessi di Padova».
«La centralità che abbiamo ereditato – conclude Giuseppe Calore – possiamo perderla in pochi anni se rimaniamo isolati e incapaci di comprendere come sta cambiando il mondo intorno a noi. Il tempo delle attese è finito. Dopo vent’anni di sonno politico, Padova deve finalmente tornare a progettare il proprio futuro».

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