fonte: iROGPRESS del 05/10/2026 (https://irog.it/?p=37269)

Riformare il sistema di gestione delle liste d’attesa, garantire la trasparenza reale sui tempi di accesso alle prestazioni sanitarie e restituire centralità alla persona nel Servizio Sanitario Regionale. È questa la ferma presa di posizione espresso in una nota dai Popolari per il Veneto, che intervengono criticamente sulla prassi dei cosiddetti “pre-appuntamenti” e delle agende sospese nelle ULSS del territorio.
«Mentre la Giunta e i vertici di Palazzo Balbi continuano a rivendicare l’eccellenza e l’efficienza del modello sanitario regionale, la realtà quotidiana con cui si scontrano migliaia di cittadini veneti è fatta di impegnative bloccate in una “vaghezza” informatica», dichiarano i rappresentanti del movimento politico. «Con il meccanismo del pre-appuntamento, la richiesta del paziente viene formalmente accettata dal sistema, ma non sembra essere fornita alcuna data certa per l’effettuazione della visita o dell’esame. Questo non sarebbe un efficiente modello organizzativo, ma un vero e proprio maquillage statistico».
Secondo i Popolari per il Veneto, l’assenza di una eventuale data certa consente di uscire formalmente dalle metriche ufficiali di monitoraggio dei Tempi Massimi di Attesa (TMA), fornendo un’immagine distorta dello stato della sanità pubblica veneta:
«Non assegnare subito la prenotazione potrebbe permettere alle strutture di non far risultare il ritardo nei report ufficiali, ma nella vita reale la persona rimane senza risposte. Le conseguenze sociali sono gravissime: chi ha disponibilità economica è costretto a rivolgersi alla sanità privata o all’intramoenia; chi si trova in condizioni di vulnerabilità economica finisce per rinunciare alla prevenzione e alle cure. Questa non è la sanità equa e solidale che la tradizione veneta ha sempre costruito».
I Popolari per il Veneto, richiamando i principi del popolarismo e della sussidiarietà, avanzano tre richieste concrete alla Giunta Regionale e all’Assessorato alla Sanità:
TRASPARENZA TOTALE SUI DATI EFFETTIVI: Rendere pubblici e integrare ufficialmente nei report periodici regionali i numeri relativi a tutte le impegnative in stato di “pre-appuntamento” o in attesa di riapertura agende.
STOP ALLE AGENDE “SOSPESE”: Eliminare le prassi operative che impediscono la presa in carico immediata della prenotazione, garantendo al cittadino il diritto alla certezza dei tempi fin dal momento dell’accesso al CUP.
PIANO STRAORDINARIO SUL PERSONALE: Investire risorse strutturali nel reclutamento e nella valorizzazione del personale medico, infermieristico e tecnico, identificando nella carenza organica l’unica vera causa strutturale dei ritardi.
«La sanità pubblica non è una partita di bilancio da far quadrare nascondendo le criticità dietro alchimie informatiche, ma il primo dei diritti costituzionali da tutelare. Chiediamo alle istituzioni un atto di responsabilità e un cambio di passo immediato, e invitiamo la stampa e la società civile a mantenere alta l’attenzione su quello che è a tutti gli effetti un tema di uguaglianza sociale per la nostra regione», conclude la nota dei Popolari per il Veneto.

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