
Mentre la gente reale fatica ad arrivare a fine mese, assistiamo sgomenti allo spettacolo di chi preferisce la clava ideologica alla buona amministrazione.
Da un lato c’è chi sbandiera una finta “Cultura dello Stato”, festeggiando per la gogna mediatica inflitta a qualche povera disgraziata ai margini, invece di combattere i veri mostri della burocrazia.
Ma ricordiamolo a chi ha la memoria corta: la storia ci insegna che quando la politica sostituisce il rispetto della legge con l’uso della forza e l’arbitrio, si imbocca una china pericolosa. C’è chi la prigionia e il rifiuto dei regimi li ha vissuti sulla pelle dei propri padri, e non accetta lezioni di etica civica da chi soffia sul fuoco del rancore.
Dall’altro lato, la beffa più grande: il 𝗙𝗨𝗡𝗘𝗥𝗔𝗟𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟’𝗔𝗨𝗧𝗢𝗡𝗢𝗠𝗜𝗔.
Decenni di vuoti proclami e di presenza nei palazzi di governo a cosa sono serviti? A farci cancellare perfino quel minimo barlume di autonomia gestionale come la tassa sulle auto! Ci dicono che “lo Stato rimborserà le Regioni”? E intanto chi li tira fuori i soldi nel bilancio regionale per coprire i buchi attuali? I cittadini veneti!
Questa non è etica civica. Questo non è il bene comune. Questa è solo propaganda sulla pelle del nostro territorio. Il Veneto merita rispetto, competenza e una memoria storica che impedisca di commettere gli stessi tragici errori del passato.

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