fonte: https://www.irog.it/?p=33681 (iROGPRESS DEL 29/07/2026)
Il Porto di Venezia deve diventare il motore della crescita economica del Veneto e il punto di riferimento dell’intero sistema logistico dell’Alto Adriatico. È questo il messaggio che i Popolari per il Veneto affidano a una lettera inviata dal presidente prof. Silvio Scanagatta al sindaco di Venezia Simone Venturini, chiamato a svolgere un ruolo di primo piano nella costruzione di una strategia condivisa per il futuro della regione.
Secondo i Popolari per il Veneto, il Veneto si trova davanti a una finestra storica irripetibile: il completamento del Tunnel di Base del Brennero, previsto nei prossimi anni, e il rafforzamento del corridoio ferroviario Baltico-Adriatico cambieranno profondamente le rotte europee del trasporto merci. Per questo motivo Venezia deve prepararsi fin da ora a svolgere una funzione di regia, superando la logica della competizione tra singoli scali.
«Il Porto di Venezia non può limitarsi ad amministrare il presente: deve guidare il futuro della logistica dell’Alto Adriatico. Occorre costruire un sistema integrato con Trieste, Ravenna, gli interporti di Padova e Verona, la rete ferroviaria e quella autostradale. Solo così il Veneto potrà diventare uno dei principali snodi economici del Mediterraneo», dichiara il presidente dei Popolari per il Veneto, Silvio Scanagatta.
“Basta campanilismi: il Veneto deve parlare con una sola voce”
Nel documento inviato al sindaco, il movimento evidenzia come il principale ostacolo alla competitività regionale sia rappresentato dalla frammentazione delle scelte e dalla difficoltà di costruire una visione comune.
«Per troppo tempo abbiamo assistito alla difesa dei piccoli interessi locali. Oggi serve una strategia regionale che metta al centro l’interesse generale del Veneto. Se continuiamo a dividerci, saranno altri territori a intercettare gli investimenti, i traffici commerciali e le opportunità che stanno arrivando dall’Europa.»
L’allarme sul rischio del centralismo
I Popolari per il Veneto esprimono inoltre preoccupazione per il progetto di riforma della governance portuale in discussione a livello nazionale, ritenendo che possa ridurre il peso decisionale dei territori.
«Mentre si parla di autonomia, non possiamo accettare che le decisioni strategiche sul futuro dei nostri porti vengano progressivamente ricondotte al centralismo romano. Il Veneto deve poter partecipare direttamente alle scelte che riguardano il proprio sviluppo economico.»
La proposta: un tavolo permanente sul futuro del sistema portuale veneto
Per questo motivo Scanagatta propone l’apertura di un confronto tra istituzioni, categorie economiche, imprese, università e operatori della logistica, con il Comune di Venezia chiamato a svolgere un ruolo di coordinamento.
«I sindaci delle grandi città venete possono diventare i promotori di una nuova stagione di collaborazione istituzionale. Chiediamo al sindaco Venturini un incontro perché crediamo sia arrivato il momento di costruire una rete di consenso capace di trasformare il Veneto in una piattaforma logistica europea.»
I Popolari per il Veneto ribadiscono infine che il rilancio del sistema portuale non rappresenta una questione esclusivamente veneziana, ma una sfida strategica che riguarda l’intera economia regionale, la competitività delle imprese, l’occupazione e la capacità del Veneto di attrarre investimenti nei prossimi decenni.
«Le grandi trasformazioni infrastrutturali già programmate non attendono la politica. Il Veneto deve decidere se vuole esserne protagonista oppure limitarsi a subirle. Noi scegliamo la prima strada», conclude Scanagatta.

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