
In quel giorno di 33 anni fa, la mafia ha barbaramente ucciso Paolo Borsellino e la sua scorta.
Il Paese ha perso donne e uomini che hanno servito lo Stato con coraggio e senso del dovere. Persone che hanno scelto di non piegarsi, di restare fedeli ai principi della giustizia, anche quando il prezzo era altissimo.
Ricordare quei volti, quelle storie, significa riconoscere che la lotta contro le mafie non è solo compito delle istituzioni, ma anche delle coscienze. È un cammino che si fa nella verità, nella coerenza, nel rifiuto dell’indifferenza.
Ogni gesto onesto, ogni parola giusta, ogni presa di posizione netta contro la cultura dell’illegalità è una piccola ma concreta vittoria della democrazia.
Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina: Il loro sacrificio non deve essere un ricordo rituale, ma una chiamata al coraggio quotidiano.

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