
I dati sull’afflusso turistico nella città di Padova e in parte del territorio provinciale, con il suo patrimonio culturale, impongono una riflessione – dichiara Fabio Bui dei Popolari per il Veneto e già presidente della Provincia di Padova – e la necessità di scelte concrete per il futuro del settore.
Secondo gli operatori e gli osservatori locali, il territorio padovano non è adatto a un turismo di massa, ma dovrebbe puntare su un’offerta integrata che unisca arte, ambiente ed enogastronomia in un’unica esperienza. L’obiettivo: valorizzare – prosegue Bui – in modo sostenibile gioielli come gli affreschi di Giotto, le Ville Palladiane, il Parco dei Colli Euganei e le Città Murate.
Un esempio è la Cappella degli Scrovegni, la cui visita potrebbe essere proposta attraverso pacchetti che prevedano almeno due o tre giorni di permanenza, includendo percorsi collegati al ciclo pittorico. Analogamente, la residenzialità dell’area termale potrebbe essere associata a itinerari esperienziali tra le eccellenze enogastronomiche e paesaggistiche dei Colli Euganei.Non è più il tempo di azioni miopi e frammentate, – è il messaggio che arriva dal territorio – ma di proposte inclusive capaci di unire un’area omogenea e ricca di opportunità. Una visione – conclude l’esponente dei Popolari per il Veneto – che punta a superare il turismo “mordi e fuggi” e a garantire un salto di qualità a ogni progetto di fruizione.

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